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O.Carm

O.Carm

Venerdì, 18 Aprile 2025 13:06

Lectio Divina maggio, 2025

Preghiera

O Dio, che nella tua provvidenza hai chiamato l’uomo a cooperare con il lavoro al disegno della creazione, fa’ che per l’intercessione e l’esempio di san Giuseppe siamo fedeli alle responsabilità che ci affidi, e riceviamo la ricompensa che ci prometti. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

"Lectio divina" significa "lettura divina" e descrive il modo di leggere la Sacra Scrittura: allontanarsi gradualmente dai propri schemi e aprirsi a ciò che Dio vuole dirci. Nel XII secolo un monaco Certosino, chiamato Guigo, descrisse le tappe più importanti di questa “lettura divina”. La pratica individuale o in gruppo della lectio divina può assumere diverse forme, ma la descrizione di Guigo rimane ancora fondamentale.

Un incontro gioioso
Lo Spirito ricevuto
Il dubbio trasformato (Giovanni 20:19-31)

La grande festa di Pasqua di domenica scorsa ha dato inizio ai 50 giorni in cui la Chiesa celebra la Resurrezione, che si concluderanno con la festa di Pentecoste fra sei settimane.
Il Vangelo di ogni domenica è una meditazione su Gesù, ora il Cristo Risorto, che si fa riconoscere per mezzo delle scritture e nello spezzare il pane, portatore di vita piena, la nostra via, verità e vita, pegno dell’amore di Dio.
Nel Vangelo di oggi possiamo riscontrare due storie di trasformazione grazie all’incontro con Gesù risorto.
Innanzitutto, Gesù appare a un gruppo di discepoli spaventati e sconcertati, che si stanno nascondendo in una stanza. Le sue prime parole sono: ‘Pace a voi!’.
Nel momento in cui i discepoli riconoscono la presenza di Gesù Risorto in mezzo a loro, la paura e lo sconcerto si convertono in gioia. Ma non è tutto.
Subito dopo li invia per essere missionari di pace e di perdono. Ricevendo lo Spirito Santo i discepoli passano dall’essere un gruppo di persone impaurite e nascoste, ad essere proclamatori audaci dell’amore e della misericordia di Dio.
Sappiamo già che la paura genera isolamento e
solitudine. Ci conviviamo ogni giorno. Mentre prendiamo le misure necessarie per la nostra e altrui sicurezza, stiamo cercando di non lasciare che anche i nostri cuori si blocchino. C'è qualcosa di intrinsecamente buono nella natura umana. Le persone stanno trovando nuovi modi per prendersi cura gli uni degli altri. Come i ristoranti di prima classe che offrono centinaia di pasti a persone povere, anziane o sole. Ci sono molti altri esempi di persone che trasformano la paura e lo smarrimento in momenti di speranza e di gioia. Non riconosciamo forse la presenza di Gesù Risorto anche in queste azioni salvifiche?
La seconda storia del Vangelo di oggi è quella che tutti conosciamo come l’incredulità di Tommaso , anche se, in realtà, dovrebbe essere conosciuta come il credo di Tommaso – il dubbio è solo l'inizio della storia.
Gesù non sgrida o non rimprovera Tommaso. Se Tommaso sta cercando delle prove, gli basta solamente toccare Gesù per vedere che è reale. È l’incontro personale con Gesù che lo fa passare dall’essere dubbioso all’essere credente.
Ancora una volta il Vangelo ci ricorda che la fede non riguarda il credere con la ragione o alla ricerca di prove. La fede si trova solo nella nostra viva relazione con Gesù.
Forse in questo periodo possiamo trovarci un po’ più di tempo per sederci e parlare con Gesù, per riconoscerlo già presente nei nostri cuori, per permettere alle nostre paure e ai nostri dubbi di essere superati dall'amore, per trovare modi nuovi e creativi per trasformare l'oscurità in luce, pace e gioia per gli altri.
Possa la nuova vita che festeggeremo per i prossimi cinquanta giorni donarci la creatività dello Spirito di cui abbiamo bisogno per essere il cuore vivo di Dio nel nostro mondo di oggi.

Venerdì, 18 Aprile 2025 07:53

Causa Nostrae Laetitiae

INITIUM NOVITIATUS
18-01-25  Carlos Eduardo (Pern) Graciosa, Brasil
18-01-25  José Carlos (Pern) Graciosa, Brasil
18-01-25  Wandson Silva (Pern) Graciosa, Brasil

PROFESSIO TEMPORANEA
11-12-24  Antônio Farias de Freitas (Pern) Camocim de São Félix, Brasil
12-01-25  Adryan Carlos (Pern) Graciosa, Brasil
12-01-25  Franklin Barbosa (Pern) Graciosa, Brasil
12-01-25  Gabriel Cabral (Pern) Graciosa, Brasil
12-01-25  Lucas Mateus (Pern) Graciosa, Brasil
12-01-25. Leandro Hardaim (Flum) Graciosa, Brasil
12-01-25  Daniel Paraguassú (Par) Graciosa, Brasil

PROFESSIO SOLEMNIS
25-01-25  Amisse Calisto Paulino (Pern-Mz) Maputo, Moçambique
25-01-25  Florêncio Januário (Pern-Mz) Maputo, Moçambique

Restauro dei volumi liturgici della Biblioteca generale carmelitana

Dallo scorso anno, grazie ai contributi dell’8xMille della Conferenza Episcopale Italiana destinati ad Archivi e Biblioteche ecclesiastiche, la nostra Biblioteca ha potuto commissionare un importante progetto di restauro dei volumi appartenenti al fondo liturgico ivi conservato.

Il restauratore Alessandro De Cupis ha infatti riportato all’antica bellezza quattro dei circa trenta volumi liturgici, tra antifonari, corali e graduali, databili tra il XVI e il XVIII secolo, che si caratterizzano per le loro dimensioni atlantiche, per la presenza di preziose miniature e per il fatto di essere interamente manoscritti, quindi, di grande valore storico e culturale per il nostro patrimonio librario.

Alessandro De Cupis sta attualmente proseguendo l’attività di restauro di altri sette volumi e ci auguriamo che possa continuare anche in futuro, completando l’intero fondo, così da incentivare lo studio e la valorizzazione di questi importanti esemplari da parte di esperti del settore.

[Da: ABiGOC: Archivio e Biblioteca Generali dell’Ordine Carmelitano]

Mercoledì, 16 Aprile 2025 08:17

Celebrando in Casa -  La Pasqua

Una tomba vuota, le vite sono cambiate per sempre,
presenza continua (Giovanni 20:1-9)

Quando qualcuno muore, una delle cose che spesso sperimentiamo è la sua assenza. I luoghi in cui viveva insieme a noi sono vuoti e il nostro cuore è smarrito.
Non è difficile per noi condividere il senso di vuoto e di smarrimento avvertito da Maria quando arriva alla tomba. Questa è una Pasqua come non abbiamo mai avuto prima. Senza le nostre consuete celebrazioni con la famiglia e gli amici può davvero sembrare molto vuota.
Se leggiamo i versetti successivi del Vangelo di Giovanni, ci imbattiamo in una storia di gioia travolgente: l’incontro di Maria Maddalena con Gesù risorto. Quando Gesù pronuncia il suo nome, Maria lo riconosce e la tristezza e il vuoto lasciano il posto ad un gioioso incontro.
È una storia di trasformazione: ci mostra come le cose possano cambiare quando incontriamo Gesù risorto.
In un certo senso, tutti siamo imprigionati dentro delle tombe contenenti i propri cari, le nostre ferite, le nostre paure e le nostre ansie.
Ciò di cui sembra abbiamo maggiormente bisogno è la presenza. Tuttavia, può essere il tempo in cui sperimentiamo l'assenza e la separazione, in particolare dai propri cari, dalla famiglia e dagli amici.
La pratica della presenza di Dio può venirci in aiuto, ricordandoci che siamo sempre alla sua presenza, che possiamo parlargli come ad un amico, che Dio è in questo momento con noi a prescindere da ciò che accade nella nostra vita, che Dio è il nostro compagno costante.
Alla fine, inizieremo a sentire più profondamente la presenza di Dio, non solo accanto a noi, ma anche dentro di noi. Alla fine, le paure e le ansie scompariranno e le relazioni interrotte inizieranno a ricomporsi. Dove una volta c'era solo un'assenza, ora c'è una Presenza calma, amorevole, curante. Sappiamo che non siamo soli. Le nostre tombe iniziano a svuotarsi e la gioia diventa di nuovo possibile.
La Risurrezione fa sì che la morte lasci il posto alla vita, l'impossibile diventi possibile, l'assenza divenga presenza.
Tutte le tue tombe possano divenire vuote!

Martedì, 15 Aprile 2025 09:44

Celebrando in Casa - Venerdì Santo

La Passione di Gesù
(Giovanni 18:1 - 19:42)

Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cèdron, dove c'era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli. Giuda dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, torce e armi. Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: ‘Chi cercate?’. Gli risposero: ‘Gesù, il Nazareno’. Disse loro Gesù: ‘Sono io!’. Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse ‘Sono io’, indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: ‘Chi cercate?’. Risposero: ‘Gesù, il Nazareno’. Gesù replicò: ‘Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano’. Perché s'adempisse la parola che egli aveva detto: ‘Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato’. Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò
l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco.
Gesù allora disse a Pietro: ‘Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?’

Pausa di riflessione silenziosa

Allora il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno. Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei: ‘È meglio che un uomo solo muoia per il popolo’.
Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme con un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote; Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell'altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare anche Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: ‘Forse anche tu sei dei discepoli di quest'uomo?’ Egli rispose: ‘Non lo sono’.
Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.
Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: ‘Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me?
Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto’. Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: ‘Così rispondi al sommo sacerdote?’ Gli rispose Gesù: ‘Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?’. Allora Anna lo mandò legato a Caifa, sommo sacerdote.
Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi. Gli dissero: ‘Non sei anche tu dei suoi discepoli?’ Egli lo negò e disse: ‘Non lo sono’. Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio, disse: ‘Non ti ho forse visto con lui nel giardino?’. Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.

Pausa di riflessione silenziosa

Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò: ‘Che accusa portate contro quest'uomo?’. Gli risposero: ‘Se non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato’.
Allora Pilato disse loro: ‘Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!’. Gli risposero i Giudei: ‘A noi non è consentito mettere a morte nessuno’. Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire. Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: ‘Tu sei il re dei Giudei?’. Gesù rispose: ‘Dici questo da te oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?’. Pilato rispose: ‘Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?’. Rispose Gesù: ‘Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù’. Allora Pilato gli disse: ‘Dunque tu sei re?’ Rispose Gesù: ‘Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce’. Gli dice Pilato: ‘Che cos'è la verità?’. E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: ‘Io non trovo in lui nessuna colpa. Vi è tra voi l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?’. Allora essi gridarono di nuovo: ‘Non costui, ma Barabba!’. Barabba era un brigante.
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano: ‘Salve, re dei Giudei!’. E gli davano schiaffi.

Pausa di riflessione silenziosa

Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: ‘Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in
lui nessuna colpa’. Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: ‘Ecco l'uomo!’. Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: ‘Crocifiggilo, crocifiggilo!’. Disse loro Pilato: ‘Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa’. Gli risposero i Giudei: ‘Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio’. All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Gesù: ‘Di dove sei?’. Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: ‘Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?’. Rispose Gesù: ‘Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande.’ Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: ‘Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare’. Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno.
Pilato disse ai Giudei: ‘Ecco il vostro re!’ Ma quelli gridarono: ‘Via, via, crocifiggilo!’ Disse loro Pilato: ‘Metterò in croce il vostro re?’ Risposero i sommi sacerdoti: ‘Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare’. Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

Pausa di riflessione silenziosa

Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo.
Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: ‘Gesù il Nazareno, il re dei Giudei’. Molti Giudei lessero questa iscrizione,
perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: ‘Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei’. Rispose Pilato: ‘Ciò che ho scritto, ho scritto.’
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo.
Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte. E i soldati fecero proprio così.
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: ‘Donna, ecco il tuo figlio!’ Poi disse al discepolo: ‘Ecco la tua madre!’ E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: ‘Ho sete’. Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: ‘Tutto è compiuto!’ E, chinato il capo, spirò.

Pausa di riflessione silenziosa

Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.
Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si
adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso . E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.
Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo, che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di àloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei.
Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.

Pausa di riflessione silenziosa

Lunedì, 14 Aprile 2025 07:02

Celebrando in Casa - Giovedì Santo

Lavanda dei piedi,
condivisione del pane e del vino: l'amore espresso nel servizio

Questa sera facciamo memoria del comandamento di Gesù di amarci gli uni gli altri, della lavanda dei piedi e dello spezzare il pane della sua stessa vita, non solo a tavola, ma anche sull’altare della Croce, per la guarigione e il nutrimento del mondo.
La liturgia del giovedì Santo è una meditazione sull’intimo legame tra Eucaristia e l’amore cristiano manifestato nel servizio reciproco. Cristo è presente non solo nell’Eucaristia, ma anche nelle gesta amorevole offerte agli altri attraverso la nostra persona.
Noi rendiamo ‘reale’ la presenza di Gesù in ogni sorriso, parola gentile e azione amorevole.

Lunedì, 07 Aprile 2025 12:03

Celebrando in Casa - Domenica delle Palme

L’amore rivelato
(Luca 23:1-49)

Per coloro che non possono partecipare alla messa, raccogliete dei rami verdi dal vostro giardino o dove possibile. Dopo la benedizione possono essere distribuiti a tutti i presenti. Il verde è un promemoria che la storia di Gesù non finisce con la morte, ma con la vita..

Segno della croce

Nel nome del Padre, del Figlio
e dello Spirito Santo.
Amen.

In preparazione all’ascolto della Parola

Siamo stati chiamati da Dio
ad essere Chiesa,
il Corpo di Cristo nel mondo.
Non siamo un edificio, ma un popolo,
riunito e radicato nella Parola di Dio,
nell’amore di Cristo,
e nell’unità dello Spirito Santo.
Durante la quaresima ci siamo preparati
per la celebrazione della Pasqua
Con opere di carità e piccoli atti di sacrificio.
Oggi, in unione con l’intera Chiesa ricordiamo
l’entrata di Cristo a Gerusalemme
Per completare la sua opera salvifica come nostro
Messia: per soffrire, morire e risorgere.
Anche noi entriamo in questa settimana santa e accogliamo Cristo come nostro Salvatore.

Benedizione delle Palme

Nell’Impero Romano le persone usavano rami di palma e altra vegetazione come segno di accoglienza e rispetto quando delle persone importanti entravano nei paesi e nelle città. I Vangeli riportano che molte persone fecero questo a Gerusalemme fecero per l’entrata di Gesù.

Dio Onnipotente, ascolta le nostre preghiere:
la tua benedizione scenda su di noi e su questi rami.
Oggi acclamiamo con gioia Gesù,
nostro Messia e nostro Re.
Che possiamo onorarti ogni giorno vivendo
sempre in lui, che è il Signore nei secoli dei secoli.
Amen.

Passione di Nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca

Lettore 1 In quel tempo, tutta l’assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: ‘Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re’. Pilato allora lo interrogò: ‘Sei tu il re dei Giudei?’. Ed egli rispose: ‘Tu lo dici’. Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: ‘Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna’.
Ma essi insistevano dicendo: ‘Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui’. Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in
quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.
Lettore 2 Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.
Lettore 3 Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: ‘Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche
Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà’. Ma essi si misero a gridare tutti insieme: ‘Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!’. (Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio.)
Lettore 1 Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: ‘Crocifiggilo! Crocifiggilo!’. Ed egli, per la terza volta, disse loro: ‘Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà’. Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano.
Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.
Lettore 2 Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui.
Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: ‘Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: ‘Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato’. Allora cominceranno a dire ai monti: ‘Cadete su di noi!’, e alle colline: ‘Copriteci!’. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?’. Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Lettore 3 Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: ‘Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno’. Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
Lettore 1 Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: ‘Ha salvato altri! Salvi sé stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto’. Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: ‘Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso».
Sopra di lui c’era anche una scritta: ‘Costui è il re dei Giudei’.
Lettore 2 Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: ‘Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!’.
L’altro invece lo rimproverava dicendo: ‘Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena?
Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male’. E disse: ‘Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno’. Gli rispose: ‘In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso.’
Lettore 3 Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà.
Gesù, gridando a gran voce, disse: ‘Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito’. Detto questo, spirò.
[Qui si fa una breve pausa]
Lettore 1 Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo, ‘Veramente quest’uomo era giusto’. Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.  

I membri del Terzo Ordine Carmelitano nel mondo si riuniscono per l'Assemblea Generale a Fatima, Portogallo

Dal 25 febbraio al 2 marzo 2025, i membri del Terzo Ordine Carmelitano si sono riuniti a Fatima, in Portogallo, per un'Assemblea Generale di grande trasformazione, alla quale hanno partecipato delegati provenienti da tutto il mondo. L'incontro, che fa seguito al successo del Congresso Internazionale dei Laici tenutosi a Sassone, in Italia, nel 2024, ha avuto l'obiettivo di rafforzare l'identità e l'unità della Famiglia Carmelitana attraverso una migliore comunicazione, collaborazione e formazione. Sottolineando il loro impegno a servire Cristo in mezzo alle sfide contemporanee, l'Assemblea ha riconosciuto il ruolo vitale dei testimoni laici nell'ispirare la trasformazione della società secolare.

I partecipanti hanno espresso profonda gratitudine a P. Míċeál O'Neill, Priore Generale, e a P. Luis José Maza Subero, Consigliere Generale, e al Consiglio Generale per il significato storico dell'Assemblea per il Terz'Ordine. Hanno riflettuto sulla continuità all'interno della comunità carmelitana, dove spesso le aspirazioni dei predecessori vengono spesso realizzate dalle generazioni successive. Sottolineando l'essenza dell'essere carmelitano, hanno evidenziato l'importanza dell'ascolto e della comunicazione sincera, riconoscendo al contempo il ruolo dei laici carmelitani nell'estendere l'amore del Carmelo e di Maria in aree al di fuori della portata di frati e suore. Hanno anche riconosciuto la diversa ricchezza dei loro laici e hanno espresso riconoscenza per il lavoro dedicato da P. Michael Farrugia, Procuratore Generale, durante l'Assemblea.

Un risultato chiave dell'Assemblea è stata l'istituzione di un Consiglio Internazionale Provvisorio (TASK FORCE), composto da delegati nominati provenienti dalle diverse regioni del mondo, incaricati di redigere i regolamenti per la futura governance e di prepararsi per le successive assemblee. L'Assemblea ha sottolineato la missione collettiva di incarnare il carisma della preghiera, della fraternità e del servizio, onorando al contempo lo spirito della Regola di Sant'Alberto nella ricerca di una comunità carmelitana più unita.

Il nuovo Consiglio Internazionale Provvisorio del Terzo Ordine del Carmelo, che avrà un mandato di due anni (2025-2027), dovrà redigere gli Statuti Internazionali per la regolamentazione e l'elezione di un Consiglio Internazionale del Terzo Ordine del Carmelo, in conformità con il punto 74 della sua Regola. Il gruppo faciliterà inoltre la comunicazione e il coordinamento all'interno del Terz'Ordine e della Famiglia Carmelitana, oltre a preparare un'Assemblea Generale del TOC da tenersi entro marzo 2027.

Il Consiglio Internazionale Provvisorio (TASK FORCE) sarà facilitato da due Coordinatori Generali e da sei Delegati, in rappresentanza delle regioni di Asia, Africa, Europa, Oceania, America Latina e Nord America. Ogni regione ha un delegato, scelto tra i suoi pari per regione. I due Coordinatori generali sono stati nominati per l'esame in plenaria da tutte le regioni.

Il Consiglio Internazionale Provvisorio (TASK FORCE), eletto durante l'Assemblea di Fatima, è composto dai seguenti membri:

Coordinatori generali:

Kelley Henderson, T.O.Carm. e Rosario Maria Vera Martin, T.O.Carm.

Delegati:

Asia: Ruel Santos, T.O.Carm.
Africa: Amos Ochieng Amouh, T.O.Carm.
Europa: Miguel Norbert Ubarri, sacerdote T.O.Carm
Oceania: Francisco Carmo De Costa Tilman, T.O.Carm
America Latina: Clingeson Correia da Silva Bida, T.O.Carm
Nord America: Cynthia Ann Perazzo, T.O.Carm

pdf Per leggere il Messaggio finale dell'Assemblea generale del T.O.Carm ... (94 KB)

L'ONG Carmelitana ha annunciato un cambio ai vertici con effetto dal 1° aprile 2025. Il V. Rev. William J. Harry, O. Carm., è stato nominato presidente. Il Rev. Eduardo Scarel, O. Carm., sarà il vicepresidente. Nel dare l'annuncio delle nomine, Sr. Maria Sheila Undang, O. Carm., presidente della Congregazione di Nostra Signora del Monte Carmelo, ha chiesto che la gente “si unisca nel dare il benvenuto a entrambi... mentre ci guidano in un futuro pieno di speranza”.

Suor Sheila ha anche dichiarato: “Siamo molto grati a Suor Jane Remson per aver dato vita alla ONG carmelitana e per averla guidata per più di vent'anni. ... La sua visione futuristica e il suo impegno a promuovere la giustizia e a creare un mondo amorevole e pacifico attraverso l'advocacy della ONG carmelitana nella cura dei bisogni umani e spirituali dell'umanità e dell'ambiente erano molto evidenti nella sua leadership”.

P. William è stato coinvolto principalmente nei ministeri dell'educazione e della comunicazione. È stato anche priore provinciale, consigliere generale, commissario provinciale e presidente e preside di una grande scuola secondaria. È stato membro del Consiglio di coordinamento della ONG dalla sua nascita fino al 2019. Attualmente è direttore dell'Ufficio comunicazioni dell'Ordine Carmelitano.

P. Eduardo ha conseguito un dottorato in Scienze atmosferiche e oceaniche e ha svolto studi post-dottorato sulla variabilità climatica troposferica e stratosferica. Ha pubblicato numerose pubblicazioni e ha partecipato a numerose conferenze. Dal 2013 fa parte del Consiglio di coordinamento dell'ONG e del suo Consiglio direttivo. Ha inoltre fatto parte della Commissione internazionale dell'Ordine per la giustizia, la pace e l'integrità del creato per oltre 15 anni.

Sotto la guida di suor Jane, la ONG carmelitana è cresciuta fino a diventare una voce rispettata presso le Nazioni Unite e le organizzazioni che ne fanno parte. I membri dell'ONG hanno partecipato a molte conferenze dell'ONU tenutesi in varie parti del mondo. L'ONG è ora affiliata al Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP), alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), al Dipartimento delle Comunicazioni Globali (DGC) e alla Coalizione Globale per la Giustizia Sociale.

L'ONG è anche collegata ad altre ONG, come Religious at the UN (RUN), Justice Coalition of Religious (JCoR), NGO Committee to Stop Trafficking in Persons (CSTIP) e Catholic Climate Covenant (CCC).

La sede principale della ONG carmelitana sarà trasferita a Tucson, in Arizona. L'organizzazione può essere contattata via e-mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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