O.Carm
ONG carmelitana presente alla COP29 in Azerbaigian
ONG carmelitana presente alla COP29 per discutere delle problematiche ambientali
In questo numero di CarmeNGO, il dottor Renato Francesco Rallo riferisce sul vertice sul clima in Azerbaigian e offre una riflessione personale sulle COP (Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, di cui l'ONG carmelitana è membro) che si stanno svolgendo in varie parti del mondo. Sottolinea: “Finché le COP continueranno ad esistere, questo è già un successo, perché gli uomini sono storicamente molto più abituati a fare guerre che a tenere conferenze”. Definisce le COP “la più rara esperienza che si possa vivere sul genere umano nel suo insieme”.
La COP29 è stata ospitata dall'Azerbaigian, un Paese con importanti interessi nel settore dei combustibili fossili, il che ha fatto sì che non ci si aspettasse molto dai risultati positivi della conferenza. Tuttavia, sono stati compiuti due passi avanti: un accordo sul mercato dei crediti di carbonio e un nuovo accordo sui contributi finanziari che i Paesi avrebbero apportato alla transizione energetica.
Il Club di Roma ha inoltre presentato un piano in sette punti che propone di modificare alcuni dei processi utilizzati dalla COP per renderli più efficienti.
Renato Rallo ha conseguito un dottorato di ricerca in Ingegneria energetica ed è stato il capo delegazione osservatori COP29 della ONG Carmelitana. La prima COP si è tenuta a Berlino, in Germania, nel 1995.
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Celebrando in Casa - IV Domenica di Avvento
La promessa mantenuta
(Luca 1:39-44)
La grande festa del Natale è quasi arrivata. Come sempre in Avvento, ciò che viene promesso nella prima lettura viene portato a compimento nella pagina del Vangelo. Abbiamo iniziato l'Avvento con il grido, ‘Vieni, Signore Gesù’. Lo termineremo con il grido pieno di gioia, ‘Dio è con noi!’ Bellissime le parole del profeta Michea che compongono la prima lettura di oggi, la quale prevede la nascita di un nuovo leader per Israele che, come un re pastore, raduna il popolo e lo alimenta con la potenza del Signore e la maestosità di Dio. Il suo regno potente porterà ad un’era di sicurezza e lui stesso sarà la sua pace.
Ciò che Michea anticipa con le parole diventa carne e sangue nella persona di Gesù.
La toccante storia di Luca dell'incontro delle cugine in gravidanza, Maria ed Elisabetta, è piena di gioia, calore e amore.
Non è difficile immaginare i saluti gioiosi e l'abbraccio alla visita a sorpresa di Maria. Ella si rivolge ad Elisabetta con il solito saluto, Shalom (‘Pace!’) che è esattamente ciò che porta con sé – Colui di cui parla Michea nella prima lettura, il Messia.
Nel suo primissimo atto di testimonianza della presenza del Messia, Giovanni salta nel grembo di sua madre che solleva in lei il potere della profezia. Piena di Spirito Santo Elisabetta proclama Maria come benedetta, si chiede perché lei stessa sia stata ritenuta degna di dare ospitalità alla madre del Signore, e benedice la fede di Maria nella quale le promesse del Signore avrebbero trovato compimento.
Possiamo osare immaginare che anche noi portiamo dentro la Pace di Dio? Possiamo accogliere la presenza di Dio in noi e tra di noi? Possiamo trovare il modo di alimentare la consapevolezza di questa presenza, lasciarla crescere più salda e profonda finché tutta la nostra vita sia piena di Dio, immersa in Dio e trabocchi di Dio con ogni nostra parola, pensiero e azione?
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I Consigli Generali di OCARM e OCD si incontrano a Roma
I due Consigli Generali (OCARM e OCD) si sono riuniti per il loro incontro biennale nella Curia Generalizia dei Carmelitani Scalzi (Roma) il 10 dicembre 2024.
L'incontro è iniziato con la preghiera di mezzogiorno nella Cappella della Comunità, dopodiché i Consigli si sono riuniti in sessione plenaria.
Insieme, i membri dei Consigli hanno discusso il tema della tutela e hanno condiviso diverse norme e strutture (soprattutto a livello di Ordine) che sono fondamentali e necessarie.
Si è discusso di come i documenti di formazione degli Ordini (Ratio Institutionis Vitæ Carmelitanæ, Ratio Institutionis) siano attualmente in fase di revisione. In particolare, è stata data attenzione all'accompagnamento necessario per i frati che si trovano nei primi anni dopo la professione solenne o il sacerdozio. I diversi approcci sono stati esaminati dai Consigli generali.
Durante l'incontro si è parlato delle varie iniziative che entrambi gli Ordini hanno programmato per celebrare l'Anno giubilare del 2025. È stato deciso che i due Consigli generali faranno un pellegrinaggio congiunto attraverso la Porta Santa della Basilica di San Pietro nel giugno 2025. Inoltre, è stato deciso di celebrare insieme un'Eucaristia a Santa Maria in Traspontina (Via della Conciliazione, Roma) il 2 giugno 2025, insieme a tutti i membri della Famiglia Carmelitana presenti a Roma in quel momento. Sulla base del lavoro svolto dalla commissione congiunta nel 2000, i due Ordini collaboreranno alla preparazione di una mappa per i pellegrini che indichi i luoghi significativi del Carmelo a Roma.
I Consigli generali hanno poi discusso su come la devozione mariana e la teologia mariana possano essere approfondite e rafforzate in entrambi gli Ordini.
Durante l'incontro sono stati scambiati vari doni tra i due Consigli, tra cui scapolari realizzati dalle Monache Scalze di Haifa (Israele) e alcune recenti pubblicazioni di entrambi gli Ordini.
S. Giovanni della Croce, Dottore della Chiesa
14 Dicembre Festa
Quale anno di nascita più probabile viene indicato il 1540, a Fontiveros (Avila, Spagna). Rimase ben presto orfano di padre e dovette trasferirsi con la mamma da un luogo all'altro, mentre portava avanti come poteva i suoi studi e cercava di guadagnarsi la vita. A Medina, nel 1563, vestì l'abito dei Carmelitani e dopo l'anno di noviziato ottenne di poter vivere secondo la Regola senza le mitigazioni.
Sacerdote nel 1567 dopo gli studi di filosofia e teologia fatti a Salamanca, lo stesso anno si incontrò con S. Teresa di Gesù, la quale da poco aveva ottenuto dal Priore Generale Rossi il permesso per la fondazione di due conventi di Carmelitani contemplativi (poi detti Scalzi), perchè fossero di aiuto alle monache da lei istituite. Dopo un altro anno - durante il quale si accordò con la Santa - il 28 novembre 1568 fece parte del primo nucleo di riformati a Duruelo, cambiando il nome di Giovanni di S. Mattia in quello di Giovanni della Croce.
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Celebrando in Casa - Terza Domenica di Avvento
Cosa dobbiamo fare?
(Luca 3:10-18)
Nel Vangelo di oggi continuiamo a seguire Giovanni Battista. La scorsa settimana lo abbiamo ascoltato richiamare al pentimento e al battesimo per la remissione dei peccati. La conversione allude al movimento di chi si volta indietro per prendere una direzione nuova. Ciò che Giovanni chiede alle folle è di abbandonare la vecchia condotta di prima e di volgersi verso Dio.
Il Vangelo esordisce presentando le folle, i pubblicani e i soldati che, avendo ascoltato l'appello di Giovanni a cambiare vita, gli chiedono insieme: ‘Che cosa dobbiamo fare?’ Questi tre gruppi solitamente nutrono diffidenza tra loro. I soldati romani, che occupano il territorio, i pubblicani che riscuotono le tasse per conto dei
Romani, le folle che spesso sono vittime di
entrambe le parti. Eppure, la predicazione di Giovanni li ha accomunati tutti con un medesimo avvertimento. Fa’ attenzione alla concretezza delle richieste di Giovanni. Al tempo stesso, egli richiama al valore della compassione (le folle), della giustizia (i pubblicani), della custodia della pace (i soldati).
Comportamenti e valori contrari a questi, infatti, ostacolano il rapporto con Dio, disumanizzano gli altri e rovinano la vita in comunità.
Dalla conversione nasce uno stile di vita nuovo. Nel Vangelo, Giovanni chiarisce cosa potrebbe significare, per queste categorie di persone, una vita nuova.
L'insegnamento e la parola di Giovanni suscitano un senso di attesa tra la folla, ci si chiede: ‘È lui?’ Sarebbe stato facile per Giovanni lasciarsi andare a tanta popolarità, e invece dimostra di essere veramente a servizio della Parola (come i profeti), distoglie da sé l'attenzione della gente, per orientarla verso Colui che deve venire.
Attesa e gioia pervadono le preghiere e le letture di questi giorni di Avvento, mentre ci avviciniamo alla festa del Natale. La nostra celebrazione della nascita storica di Gesù è la lente attraverso la quale contempliamo ancora una volta la costante presenza di Gesù nella nostra vita. Accompagnati dalle belle parole della prima lettura, sentiamo nascere in noi la fiducia nell’amore di Dio che, come ci si dice, ci rinnova.
Come rispondiamo a questa nuova consapevolezza dell’amore fedele di Dio? Ci chiediamo la stessa domanda che le folle rivolgono a Giovanni: “Cosa devo fare?”. La nostra risposta a questo interrogativo porta a un rinnovamento dei nostri atteggiamenti e del nostro modo di relazionarci agli altri. Essere battezzati nello Spirito Santo e nel fuoco significa essere battezzati ‘dal di dentro’, avere il cuore e la mente riplasmati a immagine e somiglianza di Cristo. È imparando lo stile di Cristo che diventiamo grano buono nel Regno di Dio – e non pula nel fuoco.
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Celebrando in Casa - Seconda Domenica di Avvento
Preparare la via del Signore
(Luca 3,1-6)
La prima lettura tratta dal profeta Baruc invita a fare lo stesso. Dice di deporre l’abito del lutto e del dolore per potersi rivestire della bellezza e della gloria di Dio.
È un appello al popolo perché diventi il popolo di Dio.
Dio abbasserà i monti e spianerà la strada perché il suo popolo avanzi sicuro, guidato dalla luce di Dio e accompagnato da giustizia e misericordia. Nel Vangelo, Luca fa riferimento a un testo simile trovato negli scritti del profeta Isaia. Raddrizzare i sentieri del Signore può intendersi come un richiamo a cambiare radicalmente la propria condotta, abbandonando il peccato per volgersi a Dio.
È l’azione amorevole di Dio che riempie le valli e abbassa le montagne, è lui che raddrizza e spiana le vie affinché noi possiamo aprirci del tutto alla presenza viva e trasformante di Gesù. Così “ogni uomo vedrà la salvezza di Dio” in noi e attraverso di noi.
Le letture dell’Avvento ci aiutano a prendere coscienza del profondo amore di Dio per noi e della sua presenza in noi per mezzo dello Spirito Santo. La consapevolezza che Dio ci tratterà sempre con amore e tenerezza ci sollecita a tornare a lui confidando
nell’immensità della sua misericordia.
Il nostro cammino di Avvento ci sta indicando come preparare i nostri cuori a una rinnovata scoperta della presenza di Dio nella nostra vita; come riconoscere la presenza discreta di Dio nella nostra vita; come riconoscere la presenza discreta di Gesù fra noi e intorno a noi; come dare un’altra direzione ai nostri passi e volgerci verso Dio con fede, speranza e amore; e come essere presenza viva di Gesù in questo nostro momento storico.
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Beato Bartolomeo Fanti, Sacerdote
5 Dicembre Memoria facoltativa
Cristo è veramente “Dio con noi”
Dalla lettera enciclica di Papa Paolo VI, “Il mistero della fede”
IN MODO SUBLIME, Cristo è presente nella sua Chiesa quando essa offre in suo nome il sacrificio della Messa. È presente in lei quando amministra i sacramenti. Ma c'è ancora un altro modo in cui Cristo è presente nella sua Chiesa, un modo che supera tutti gli altri; è la sua presenza nel sacramento dell'Eucaristia, che è per questo “una fonte di devozione più consolante, un oggetto di contemplazione più bello, un mezzo di santificazione più efficace di tutti gli altri sacramenti”. Il motivo è chiaro: contiene Cristo stesso ed è “una sorta di perfezione della vita spirituale; in un certo senso, è la meta di tutti i sacramenti”.
Questa presenza è chiamata “reale” - con ciò non si intende escludere tutti gli altri tipi di presenza, come se non potessero essere anch'essi “reali” - ma perché è presenza nel senso più pieno del termine: è, cioè una presenza sostanziale con la quale Cristo, il Dio-Uomo, è interamente e completamente presente.
Inoltre, la Chiesa cattolica ha mantenuto questa fede nella presenza nell'Eucaristia del Corpo e del Sangue di Cristo, non solo nel suo insegnamento ma anche nella sua pratica, poiché ha sempre reso a questo grande Sacramento il culto che si chiama Latria e che può essere reso solo a Dio.
La Chiesa cattolica ha sempre offerto e offre tuttora il culto di Latria al Sacramento dell'Eucaristia, non solo durante la Messa, ma anche al di fuori di essa, riservando le Ostie consacrate con la massima cura, esponendole a una solenne venerazione e portandole processionalmente per la gioia di grandi folle di fedeli.
Negli antichi documenti della Chiesa abbiamo molte testimonianze di questa venerazione. I pastori della Chiesa, infatti, esortavano con sollecitudine i fedeli ad avere la massima cura nel custodire l'Eucaristia che portavano a casa.
È auspicabile che i fedeli, ogni giorno e in gran numero, partecipino attivamente al sacrificio della Messa, ricevano la Santa Comunione con cuore puro e rendano grazie a Cristo nostro Signore per un dono così grande.
Nel corso della giornata i fedeli non dovrebbero tralasciare di visitare il Santissimo Sacramento, che secondo le leggi liturgiche deve essere conservato nelle chiese con grande riverenza in un luogo molto onorevole. Queste visite sono una prova di gratitudine, un'espressione di amore e un riconoscimento della presenza del Signore.
Nessuno può non comprendere che la Divina Eucaristia conferisce al popolo cristiano una dignità incomparabile. Non solo mentre si offre il sacrificio e si riceve il sacramento, ma finché l'Eucaristia è conservata nelle nostre chiese e nei nostri oratori, Cristo è veramente l'Emmanuele, cioè “Dio con noi”. Giorno e notte è in mezzo a noi, abita con noi pieno di grazia e di verità. Egli ristabilisce la moralità, alimenta le virtù, consola gli afflitti, rafforza i deboli. Propone il proprio esempio a coloro che vengono a lui, affinché tutti imparino ad essere, come lui, miti e umili di cuore e a non cercare i propri interessi, ma quelli di Dio.
Chiunque si accosti a questo augusto Sacramento con particolare devozione e si sforzi di ricambiare l'amore generoso con l'amore infinito di Cristo, sperimenterà e comprenderà pienamente – non senza gioia e frutti spirituali - quanto sia preziosa la vita nascosta con Cristo in Dio e quanto sia grande il valore del colloquio con Cristo, perché non c'è nulla di più consolante sulla terra, nulla di più efficace per avanzare sulla strada della santità.
Inoltre, vi rendete conto, venerabili fratelli, che l'Eucaristia è riservata nelle chiese e negli oratori come nel centro spirituale di una comunità religiosa o di una parrocchia, sì, della Chiesa universale e di tutta l'umanità, poiché sotto l'apparenza delle specie è contenuto Cristo, il Capo invisibile della Chiesa, il Redentore del mondo, il Centro di tutti i cuori, “per mezzo del quale sono tutte le cose e per mezzo del quale noi esistiamo”.
Da ciò deriva che il culto tributato alla Divina Eucaristia spinge fortemente l'anima a coltivare un amore “sociale”, con il quale si privilegia il bene comune rispetto al bene del singolo. Consideriamo come nostri gli interessi della comunità, della parrocchia, della Chiesa intera, estendendo la nostra carità al mondo intero, perché sappiamo che ovunque ci sono membra di Cristo.
Beati Denis della Natività e Redento (OCD)
29 novembre
Rinnegare veramente sé stessi e portare la croce di Cristo
Se qualcuno vuole seguire la mia via rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Colui infatti che vuole salvare la sua anima, la deve perdere, e chi per me la perderà la guadagnerà. Oh! Vi fosse qualcuno capace di fare intendere, praticare e gustare alle persone spirituali il senso del consiglio di rinunciare a noi stessi, dato dal Nostro Signore affinché queste comprendano quanto il modo di comportarsi in questo cammino sia diverso da quello che la maggior parte di loro credono! Alcune sono convinte che basti qualunque genere di ritiro e di riforma della vita, altre si contentano di praticare in qualche modo le virtù, di dedicarsi all'orazione e di esercitarsi nella mortificazione, ma né le une né le altre raggiungono la nuda povertà, ľabnegazione o la purezza spirituale, che sono tutt'uno, consigliate dal Nostro Signore. Esse infatti si preoccupano ancora di nutrire e di vestire la loro natura di consolazioni e di sentimenti spirituali piuttosto che di spogliarla e privarla per amore di Dio di ogni cosa.
Facendo così, esse diventano spiritualmente nemiche della croce di Cristo, perché il vero spirito cerca nel Signore più l'amaro che il dolce, propende più per le sofferenze che per le consolazioni, si sente spinto per amore di Dio più alla rinuncia che al possesso di ogni bene, tende più alle aridità e alle afflizioni che alle dolci comunicazioni, sapendo bene che solo così si segue Cristo e si rinuncia a sé stessi e che agire altrimenti vuol dire cercare se stessi in Dio, cosa molto contraria all'amore. Se l'uomo si decide di portare questa croce, se risolve cioè con fermezza di andare in cerca e di sopportare per il Signore travagli in ogni cosa, troverà in ciò grande sollievo e grande soavità.
In nessun modo si progredisce se non con l'imitare Cristo il quale è la via, la verità, la vita e nessuno giunge al Padre se non per Lui. E la via consiste nel morire alla natura.
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Celebrando in Casa - Prima Domenica di Avvento
Vegliate! La vostra liberazione è vicina
(Luca 21:25-28, 34-36)
Inizia il grande viaggio dell’Avvento. Le letture dell’Avvento sono un ricco arazzo di immagini incentrate sulla verità che Dio è venuto tra noi. Non pretendiamo di aspettare che Gesù nasca in una stalla. Questo è accaduto una volta, molto tempo fa, e non accadrà di nuovo. Ricordiamo quella nascita come ricordiamo i nostri compleanni.
Il Dio che è venuto tra noi è ancora tra noi. L’invito dell’Avvento è di diventare consapevoli della presenza ‘onni-pervadente’ di Gesù risorto come Emmanuele – Dio tra noi.
Nella prima lettura di questa domenica Geremia prevede la venuta di uno che salverà il popolo di Dio, uno che agirà con onestà e integrità. Nella seconda lettura San Paolo incoraggia il popolo di Tessalonica nella sua sequela di Cristo. Prega che il loro amore cresca e che i loro cuori siano “saldi e irreprensibili nella santità”. I primi cristiani credevano che Gesù sarebbe tornato molto presto come Signore della Gloria.
Col passare del tempo, dovettero ripensare questa convinzione e capire come vivere nel frattempo, il tempo tra la prima e l'ultima venuta di Cristo. Questa è anche la nostra sfida.
Il Vangelo di oggi di San Luca avverte i cristiani di non essere distratti dalle preoccupazioni e dalle insidie del mondo, ma di essere pronti a stare con fiducia davanti al Figlio dell’Uomo quando verrà. Rimanendo costanti nell’amore e attenti alla nostra chiamata, diventiamo la presenza vivente di Gesù fino a quando egli verrà di nuovo.
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Le monache di Aracena celebrano il Capitolo triennale
Si è tenuto il Capitolo triennale delle monache carmelitane del Monastero di Santa Catalina ad Aracena, Spagna
Il 18-19 novembre 2024 si è tenuto il Capitolo elettivo del Monastero carmelitano di Santa Catalina ad Aracena, in Spagna. Ha presieduto p. Emilio Rodríguez Claudio, OSA, vicario generale e vicario episcopale per la Vita Contemplativa nella diocesi di Huelva. Hanno partecipato otto suore della comunità.
Sono state prese diverse decisioni. Tra queste, quella di lavorare sulla formazione permanente e di approfondire l'identità della comunità secondo il carisma e gli insegnamenti dei santi carmelitani.
Il monastero di Aracena fu fondato quando due pie sorelle della famiglia Infante di Castilla, con l'assistenza di un religioso, aprirono una casa nella loro proprietà. Il 21 febbraio 1536 la casa divenne ufficiale, dedicata alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Fu annessa alla chiesa di Santa Caterina dal cardinale Alfonso Manrique, arcivescovo di Spagna. Il monastero ha fondato altri monasteri in Andalusia (Spagna meridionale), Portogallo e Kenya.
Il monastero appartiene alla Federazione Mater et Decor Carmeli. Il sito web del monastero è www.monjascarmelitasaracena.es
Sono state elette le seguenti monache:
Prioress | Priora | Priora:
Sor Elena M. López Font, O. Carm.
1st Councilor | 1ª Consejera | 1ª Consigliera:
Sor Ma. Remedios Álvarez Soríano, O. Carm.
2nd Councilor | 2ª Consejera | 2ª Consigliera:
Sor Ma. Victoria Escamilla Martín, O. Carm.
Treasurer | Ecónoma | Economa
Sor Ma. Victoria Escamilla Martín, O. Carm.
Formator | Formadora | Formatrice
Sor Elena Ma. López Font, O. Carm.
Sacristan | Sacristana | Sacrestana
Sor Ma. Remedios Álvarez Soríano, O. Carm.




















