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O.Carm

O.Carm

Ogni anno i Carmelitani distribuiscono biglietti di preghiera per Nostra Signora del Monte Carmelo in tutto il Paese di El Salvador. Il 1° e il 2 luglio sono stati tracciati sette itinerari che cinque squadre hanno dovuto percorrere. Le squadre, composte da quattro carmelitani, sono partite sia dalla Casa di Formazione Centro Xiberta che dalla Casa di Formazione Sant'Alberto de Jerusalem. Due degli itinerari erano destinati specificamente a località con JUCAR (Gruppi giovanili carmelitani). Altri itinerari hanno visitato una decina di parrocchie ogni giorno. In ogni luogo sono stati lasciati dei biglietti da distribuire ai parrocchiani per celebrare la festa. 

"La presenza autentica di Nostra Signora del Monte Carmelo è sempre un'occasione di gioia, di fraternità e di condivisione con la comunità", ha detto Juan Carlos Meléndez, che ha fatto la professione lo scorso gennaio. Noé Marcelo Girón, anch'egli professo nel gennaio 2023, ha aggiunto: "Celebrare la festa di Nostra Signora del Monte Carmelo è il modo migliore per portare a compimento l'amore che abbiamo".

Venerdì, 14 Luglio 2023 06:58

Videomessaggio alla Famiglia Carmelitana

Videomessaggio per la Solennità di Nostra Signora del Monte Carmelo, 16 luglio 2023, da Míċeál O’Neill, O. Carm, Priore Generale dell'Ordine

Guarda qui il video sul nostro canale YouTube

Novena della Provincia di Australia e Timor Est

La Provincia di Australia e Timor Est ha messo a disposizione nove giorni di intenzioni di preghiera che saranno disponibili online per tutto l'anno. Le intenzioni di preghiera sono rivolte ai bisogni delle persone in tutto il mondo.

Accedere alla Novena qui

Riflessioni settimanali della Provincia Britannica

A partire dal 10 luglio, la Provincia Britannica pubblicherà una riflessione settimanale sulla spiritualità carmelitana, incentrata su diversi aspetti del nostro stile di vita e del nostro carisma. La prima riflessione è su Nostra Signora del Monte Carmelo.

Accedere alle Riflessioni qui

Distribuzione di biglietti di preghiera per la festa di Nostra Signora del Monte Carmelo in tutto il Salvador   

              Ogni anno i Carmelitani distribuiscono biglietti di preghiera per Nostra Signora del Monte Carmelo in tutto il Paese di El Salvador. Il 1° e il 2 luglio sono stati tracciati sette itinerari che cinque squadre hanno dovuto percorrere. Le squadre, composte da quattro carmelitani, sono partite sia dalla Casa di Formazione Centro Xiberta che dalla Casa di Formazione Sant'Alberto de Jerusalem. Due degli itinerari erano destinati specificamente a località con JUCAR (Gruppi giovanili carmelitani). Altri itinerari hanno visitato una decina di parrocchie ogni giorno. In ogni luogo sono stati lasciati dei biglietti da distribuire ai parrocchiani per celebrare la festa.

            "La presenza autentica di Nostra Signora del Monte Carmelo è sempre un'occasione di gioia, di fraternità e di condivisione con la comunità", ha detto Juan Carlos Meléndez, che ha fatto la professione lo scorso gennaio. Noé Marcelo Girón, anch'egli professo nel gennaio 2023, ha aggiunto: "Celebrare la festa di Nostra Signora del Monte Carmelo è il modo migliore per portare a compimento l'amore che abbiamo".

L'interessante storia di una statua di Nostra Signora del Monte Carmelo a Huelva, in Spagna

            La storia della bellissima statua di Nostra Signora del Monte Carmelo del XVI secolo conservata nella chiesa carmelitana di Huelva, in Spagna. L'opera, anonima, appartiene alla scuola d'arte di Siviglia. La Madonna tiene in mano uno scapolare contenuto in un reliquiario d'argento, come quello indossato da San Giovanni Paolo II.

Guardare il video qui

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Ci piacerebbe sapere come altri celebrano la festa nelle loro comunità locali o nei loro ministeri. Se volete contribuire siete pregati di inviare un breve testo e delle foto all'Ufficio comunicazioni (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Il 16 luglio unisce persone di tutto il mondo nella celebrazione e nel ringraziamento per il dono del nostro amore per Maria, la Madre di Dio, sotto il titolo della Beatissima Vergine Maria del Monte Carmelo.

Nella nostra tradizione riconosciamo Maria come Madre e Sorella. Sotto entrambi questi titoli vorrei riflettere quest'anno con voi sul mondo in cui viviamo, quel mondo che Dio ama e ha sempre amato, tanto da mandarvi il suo unico figlio come Salvatore.

Ora quel mondo soffre, la stessa terra soffre, e gente in tutte le parti del mondo vivono ogni giorno senza alcuna sicurezza o speranza nel futuro. Le loro condizioni sono determinate non dalla buona o cattiva sorte, non dalla loro volontà o mancanza di volontà di lavorare ed essere responsabili, ma da condizioni che sono determinate dalle politiche sociali ed economiche di quelli che hanno il potere e dall'avidità e dall'avarizia di coloro che hanno utilizzato i loro talenti per guadagnare sempre di più per se stessi e per i loro circoli immediati senza avere nessuna considerazione per le persone al di fuori di quei circoli.

Questo è il nostro mondo com'è oggi, o meglio, questa è soltanto una dimensione del mondo com'è oggi. L'altra dimensione è quella in cui vediamo tanti individui e tante organizzazioni che lavorano per costruire un mondo di giustizia e di uguaglianza. Queste persone sono tante e provengono da diverse scuole di formazione, da religioni diverse e non, persone che hanno il senso dell'uguaglianza e che agiscono con giustizia nella propria vita e chiedono giustizia alle nostre istituzioni e governi. Noi carmelitani ci siamo. Siamo lì per la nostra vocazione carmelitana che ci insegna i valori per i quali Gesù ha dato la sua vita e che Maria ed Elia e i nostri santi carmelitani hanno esemplificato nella loro apertura a Dio e nel loro amore per i loro fratelli e sorelle che vivono nel mondo.

L’anima mia magnifica il Signore  Lc 1,46

Nessuno vive da solo. La nostra vita è fatta di relazioni e viviamo in una casa comune che deve essere pienamente casa per tutti. Per questo, in tutto ciò che facciamo, cerchiamo di costruire e mantenere un buon rapporto con Dio, con il prossimo, con la famiglia, con tutti gli altri esseri umani e con la terra stessa. Le buone relazioni sono quelle in cui i partecipanti crescono e raggiungono la maturità. Persino, Dio “cresce” se è vero che la gloria di Dio è la persona umana in piena maturità. Anche la terra cresce, quando il piano di Dio si compie in lei. Le relazioni buone promuovono la giustizia, mentre quelle mal formate creano le ingiustizie. Bisogna lavorare molto per costruire le relazioni giuste per vivere in modo rispettoso della dignità di ogni persona umana come figlio o figlia di Dio creato e creata a sua immagine e somiglianza.

Nel Carmelo, onoriamo la Madonna come la Signora del Luogo. Abbiamo capito che il Carmelo è un luogo di bellezza, un giardino pieno di bei fiori, odori piacevoli, colori gioiosi e costante crescita e armonia. Maria è la Signora di quel luogo, reso santo e bello dalla vita delle persone che vivono in quel luogo sotto il manto di Maria. Così come i carmelitani sono chiamati a una vita di preghiera, sono chiamati a dedicare la loro vita alla conservazione del luogo che appartiene a Maria.

Se guardiamo in giro per il mondo possiamo vedere dove i carmelitani e le carmelitane realizzano quella vocazione. È presente in tutto ciò che facciamo. È lì nella vita delle nostre monache di clausura, nei loro monasteri, nella vita delle suore carmelitane che lavorano con i malati, o nelle scuole, o semplicemente accompagnano le persone, è lì nella vita dei laici che vivono una vita onesta e impegnata e fanno del loro meglio per creare ambienti in cui loro e altri possano vivere in dignità e amicizia, è presente nella vita dei frati nelle loro comunità, parrocchie, scuole, cappellania carceraria, cura dei malati, accompagnamento spirituale e l'elenco continua. È vero che a volte continuiamo a lavorare senza una grande consapevolezza del bene che stiamo facendo e della differenza che c’è tra il nostro mondo e il mondo degli avidi, degli spietati e degli indifferenti. Ma la differenza c'è ed è motivata dalla nostra preghiera e dalla nostra vita in comunità.

Questa ricerca di giustizia si vede anche nel lavoro delle persone ai margini. In molti casi i carmelitani in varie parti del mondo si sono dedicati in modo particolare a chi è senza casa, a chi è intrappolate nella tirannia della dipendenza da sostanze chimica, o nella rete della tratta di persone umane, a chi non ha accesso all’educazione o ai servizi sanitari e ha bisogno dell’aiuto di chi ama con un amore evangelico.  La nostra storia ci parla di un impegno costante per i poveri. In quel luogo che Maria custodisce, i poveri hanno un posto d'onore. In quel luogo i poveri ci insegnano a conservare la speranza quando c'è ben poco segno di speranza se non la nostra fiducia in Dio e la nostra fiducia nelle persone. È straordinario che essendo stati trattati così male dalla gente i poveri continuino a sperare nelle persone. Il mondo dei poveri, il luogo che è di Maria, è un luogo accogliente. I cancelli, le telecamere di sicurezza, i cani da guardia sono stati rimossi, non c'è nulla da difendere. Questa è anche la nostra povertà, che non abbiamo nulla da difendere, perché Dio è colui che ci difende e noi non siamo chiamati a fare altro che difendere il nome di Dio perché non sia usato per giustificare interessi egoistici, e per difendere l'immagine di Dio che si trova sul volto e nella vita di ogni nostro fratello e sorella.

Se per qualche motivo ci sono carmelitani che vivono in un mondo costruito intorno a loro stessi e alle loro esigenze e idee, un mondo egoista che pretende di essere un mondo religioso, allora la celebrazione della festa di Nostra Signora del Monte Carmelo può essere un momento per riflettere e uscire dal perseguimento dei nostri interessi egoistici. Il Sì di Maria è per tutti un esempio di una persona che ascolta la voce di Dio. Quella voce oggi ci giunge attraverso la Parola, la Chiesa e il mondo, dove il grido dei poveri è più forte che mai, in attesa di una risposta da parte di persone consacrate a vivere nella fedeltà a Gesù Cristo. Oggi Maria, nostra sorella, fa suo quel grido. Piange per i suoi figli e le sue figlie che hanno difficoltà a dire di no a tutte le forme di guerra, al perseguimento di fini egoistici, qualunque sia il costo per gli altri. Piange nel vedere tanto disprezzo per gli anziani, l'offerta di tanti valori malsani ai giovani e tante decisioni arbitrarie sulla vita dei nascituri.

Non possiamo più essere indifferenti all'uso sconsiderato di armi, armi costose, in tutto il mondo. Deve esserci un modo per riconoscere che una pistola non ha altro scopo che ferire o distruggere la vita di un organismo vivente, il più delle volte una persona umana. Non possiamo vedere i talenti di così tanti giovani andare sprecati mentre vivono per strada e in pericolo di trovare la loro strada in bande che per crudeltà e disperazione distruggono la vita dei loro membri e di altri che si mettono sulla loro strada. Non possiamo chiudere il cuore ai bambini che sono costretti a crescere nei campi dei profughi o sulle rive di fiumi prosciugati, senza niente da mangiare e niente da bere e vite che durano solo pochi giorni. Per tutti coloro che hanno il tipo di impegno e sensibilità che è capace di costruire un mondo giusto e pacifico, Laudato si. Sia lodato Dio! Sia lodato Dio che per con la nostra collaborazione continuerà a stendere il suo braccio con forza, per disperdere i superbi di cuore, per rovesciare i potenti dai loro troni e innalzare gli umili, per riempire gli affamati con le cose di Dio e rimandare i ricchi a mani vuote.

Possano questi giorni di festa essere per tutti noi stimolo a fare tutto il possibile, sapendo che se facciamo di più il Signore ci ricompenserà al suo ritorno.

Nostra Signora del Monte Carmelo, prega per noi.

Fraternamente

Míċeál O’Neill, O.Carm

Priore Generale

pdf Leggi il Messaggio qui (78 KB)

Mercoledì, 12 Luglio 2023 08:07

S. Teresa di Gesù de Los Andes (OCD), Vergine

13 Luglio Memoria facoltativa in America Latina

Juana Fernández Solar nacque il 13 luglio 1900 a Santiago del Cile, da genitori benestanti e piissimi cristiani. Due giorni dopo fu battezzata. L'esempio e gli insegnamenti dei genitori furono la sua prima educazione cristiana. Ricevette il sacramento della Confermazione il 22 ottobre 1909 e la Prima Comunione l'11 settembre 1910.

Leggere di più qui

Venerdì, 07 Luglio 2023 07:03

Vitam Coelo Reddiderunt

25-05-23
Sr. M Grazia di Maria Santissima Regina Pinna (RAV)


24-01-32


10-12-55


27-12-58


 

13-06-23
Fr. Thomas B. Butler (PCM)


17-02-26


15-08-44


28-09-47


06-06-50

19-06-23
Fr. Bernard Murphy (Hib)


25-03-44


08-09-68


08-12-72


08-07-73

Sollevare il peso, alleggerire il carico
(Mt 11:25-30)

Il Vangelo di oggi è un’esplosione gioiosa ed entusiasta dei sentimenti di Gesù.

La comunità di Matteo deve essere stata profondamente turbata dal fatto che i capi religiosi ‘sapienti e dotti’ loro contemporanei non avevano accettato il messaggio di Gesù. Sicuramente loro, fra tutti, avrebbero dovuto essere in grado di riconoscere la verità. Ma in questo passaggio, Matteo spiega che non è tramite la conoscenza o il potere che si riconosce chi è Gesù. Piuttosto, il riconoscerlo proviene da un atteggiamento di apertura e di semplicità, come quello che troviamo spesso nei bambini.

Inoltre, Matteo sottolinea che Gesù non si avvicina a noi come un guerriero, minacciandoci di punirci, ma si avvicina con umiltà e dolcezza.

Il tono della lettura è contrassegnato dal modo affettuoso ed intimo con cui Gesù si rivolge a Dio chiamandolo "Abba" (Padre), e lo fa per ben 5 volte in questo breve brano. Questa relazione così intima è caratterizzata dal fatto che Dio affida tutte le cose al Figlio e il Figlio, a sua volta, le rivela a coloro che hanno fede. Questi, a loro volta, vengono attratti da una relazione intima con Dio.

Le regole e le leggi dei capi religiosi ai tempi di Gesù spesso costituivano un carico sempre più pesante per coloro che venivano considerati semplici e peccatori.

Mentre Gesù ha sempre cercato di sollevare i pesi della gente.

L'invito di Gesù nel Vangelo di oggi è rivolto a tutti.

Potrebbe essere un invito per noi a guardare le nostre vite e chiederci quali sono i pesi che carichiamo sugli altri. Le nostre preoccupazioni, le nostre ansie, il nostro bisogno di potere, la nostra ricchezza e il nostro status, esigono un prezzo elevato dagli altri e da noi stessi?
Siamo un peso o una benedizione l'uno per l'altro?

Cosa possiamo fare per semplificarci la vita, per sollevare i pesi degli e condividerne il carico?

Ogni settimana Papa Francesco incontra i pellegrini di tutto il mondo in Piazza San Pietro. Il 7 giugno ha riconosciuto la presenza in Piazza San Pietro delle reliquie di Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo che stanno facendo il giro del mondo. Sottolineando che Teresa è la patrona delle missioni, il Papa ha detto: "È bello che questo avvenga mentre riflettiamo sulla passione per l'evangelizzazione, sullo zelo apostolico. Oggi, dunque, lasciamoci aiutare dalla testimonianza di Santa Teresa".

Nel 2023 ricorre il 150° anniversario della nascita della santa carmelitana e il 100° anniversario della sua beatificazione. Il Papa ha dichiarato che le dedicherà una Lettera apostolica durante questo anniversario.

Durante la catechesi, Papa Francesco ha sottolineato lo spirito missionario di Thérèse, anche se lei non è mai andata in missione. "Nel suo "diario" racconta che il suo desiderio era quello di essere missionaria e che voleva esserlo non solo per qualche anno, ma per tutta la vita, fino alla fine del mondo. Thérèse fu "sorella spirituale" di diversi missionari. Li accompagnava dal suo monastero con le lettere, con la preghiera e offrendo continui sacrifici per loro. Senza essere visibile, intercedeva per le missioni, come un motore che, anche se nascosto, dà al veicolo la forza di andare avanti", ha ricordato il Papa.

Il Papa ha chiesto retoricamente e ha incoraggiato i suoi ascoltatori a chiedersi la stessa cosa: "Da dove viene tutto questo zelo, questa forza missionaria e questa gioia di intercedere?". La sua risposta lo ha portato a concludere che tutti i cristiani sono chiamati a essere missionari. "Un missionario è anche chiunque viva come strumento dell'amore di Dio dove si trova. I missionari sono coloro che fanno di tutto perché, attraverso la loro testimonianza, la loro preghiera, la loro intercessione, Gesù passi".

Ha poi ribadito che lo zelo apostolico "non opera mai per proselitismo - mai - o per costrizione - mai - ma per attrazione. La fede nasce dall'attrazione. Non si diventa cristiani perché costretti da qualcuno, ma perché toccati dall'amore".

Il tour mondiale delle reliquie di Santa Teresa è iniziato nel 1994 e ha fatto tappa in quasi 70 Paesi; le reliquie dei Santi Luigi e Zélie Martin, genitori di Teresa, hanno girato il mondo dal 2015.

Il reliquiario gotico sarà a Lisbona, in Portogallo, durante la Giornata Mondiale della Gioventù dal 25 luglio al 6 agosto; sarà anche nella regione catalana della Spagna dal 16 al 23 ottobre e nella diocesi di Nantes dal 30 ottobre al 13 novembre 2023.

Il reliquiario del Centenario ha visitato 53 diocesi nelle Filippine, a partire dal 2 gennaio e si concluderà il 30 aprile 2023. Si tratta della quinta visita delle reliquie in quel Paese. Il reliquiario si recherà poi nella diocesi di Cracovia, in Polonia, dal 10 al 31 agosto.

Dal 16 settembre al 2 ottobre, sia il reliquiario del Centenario che quello dei santi Luigi e Zélie Martin si troveranno presso il Santuario Nazionale di Santa Teresa nel campus carmelitano di Aylesford a Darien, Illinois. Entrambi i reliquiari saranno poi ospitati dall'arcidiocesi di St. Paul e Minneapolis (Minnesota) dal 3 al 16 ottobre 2023.

Catechesi di Papa Francesco - Udienza generale del 7 giugno 2023

Italiano: https://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2023/documents/20230607-udienza-generale.html


Immagini:
  1. Reliquiario del Centenario
  2. Reliquiario gotico
  3. Reliquiario di Louis e Zelia Martin

Il monastero carmelitano di San José a Trujillo Alto, Porto Rico, ha celebrato il suo capitolo triennale elettivo il 30 giugno 2023.

Nel 1642, la nobildonna Anna de Lanzós donò il suo palazzo per un monastero a San Juan. Il re Filippo IV rilasciò il permesso reale nel 1646. I tentativi di portare le suore carmelitane da Siviglia furono bloccati a causa dei pericoli del viaggio in mare. Così tre monache domenicane provenienti dal monastero della Regina degli Angeli di San Domingo vennero ad iniziare la vita carmelitana secondo la Regola carmelitana (1651) e il monastero fu canonicamente eretto. Donna Anna, che donò la sua casa per il monastero, e sua sorella entrarono nel monastero. Dopo il ritorno dei domenicani al loro monastero, Anna assunse il ruolo di priora. Il monastero fu poi trasferito nelle città di San Germán (1903) e Santurce (1910) e attualmente si trova a Trujillo Alto.

I risultati del Capitolo elettivo sono stati i seguenti:

Prioress | Priora | Priora:
Madre Carmen Noemí Marrero Marrero, O. Carm.

1st Councilor  | 1ª Consejera | 1ª Consigliera:
Sor Linda María Pérez González, O. Carm.

2nd Councilor | 2ª Consejera  | 2ª Consigliera:
Sor Lutgarda María Reyes Maldonado, O. Carm.

Director of Novices | Maestra de Novicias | Maestra delle Novizie:
Sor Linda María Pérez González, O. Carm.

Lunedì, 03 Luglio 2023 08:01

Attività del Priore Generale a luglio 2023

2-6 luglio Celebrazioni e conferenza su Edith Stein, presso The Friars, Aylesford. 

10-18 luglio Visita canonica alle comunità del Camerun.

19-27 luglio Visita canonica alle comunità del Burkina Faso.

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