O.Carm
Vitam Coelo Reddiderunt
Fr. John Benedict Weber (PCM)
11-10-21
Ortus: 25-04-50
P. Temp.: 22-08-70
P. Soll.: 30-03-75
Ord.: 21-05-77
Bishop Michael LaFay Bardi (PCM)
20-10-21
Ortus: 11-11-34
P. Temp.: 26-08-54
P. Soll.: 26-08-57
Ord.: 04-06-60
Consecrated: 15-10-99
P. Honorè Kamate Kombi (Ital-RPC)
01-11-21
Ortus: 16-06-74
P. Temp.: 08-09-00
P. Soll.: 22-10-06
Ord.: 18-04-10
Aggiornamento dalla Postulatrice su Titus Brandsma
Il giorno 9 novembre 2021 si è riunita, con esito positivo, la Sessione Ordinaria dei Cardinali e dei Vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi per la Causa di canonizzazione del beato Titus Brandsma, O. Carm.
Prossimamente il Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il Card. Marcello Semeraro, sottoporrà all’approvazione del Sommo Pontefice le conclusioni della Sessione Ordinaria. Il Sommo Pontefice, in caso di conferma delle conclusioni dell’Ordinaria, infine convocherà il Concistoro Ordinario nel quale annuncerà ufficialmente la canonizzazione del beato.
Rendiamo grazie a Dio per l’esito positivo ottenuto e continuiamo la nostra preghiera al Signore, sperando che presto si possa giungere alla canonizzazione del beato Titus Brandsma.
Leggi il nostro articolo intitolato Nuovo libro su Tito Brandsma in inglese qui
Celebrando In Casa - 33 Domenica del Tempo Ordinario
Quando il Figlio dell Uomo verrà
Con l'avvicinarsi della festa di Cristo Re la prossima domenica e della fine dell'anno liturgico, le letture di questa domenica assumono un aspetto da "fine dei tempi".
Nel Vangelo Marco presenta una visione della piena instaurazione del Regno e della venuta di Cristo come prova finale della vittoria di Dio.
Il linguaggio è necessariamente quello del simbolo e del mito poiché descrive qualcosa che deve ancora venire, non una realtà storica. Ma questo non significa che non abbia alcun rapporto con la realtà.
Lo sfondo in cui è ambientata la visione è un momento di angoscia. Le prime comunità cristiane, come quella di Marco, hanno certamente sopportato molta angoscia attraverso la persecuzione e la sofferenza e le lotte per seguire gli insegnamenti di Gesù.
La venuta nella gloria di Gesù risorto insieme al grande raduno del suo popolo da ogni angolo della terra, vogliono rassicurare una comunità di credenti affaticata e spaventata. Hanno seguito la via del discepolato, condividendo la sofferenza di Gesù, alcuni fino alla morte. Un giorno la vittoria finale sarà di Dio ed entreranno con Gesù nella pienezza del Regno.
Nel frattempo, però, i discepoli devono imparare a leggere i segni della presenza di Gesù nella vita quotidiana. Gesù non è seduto passivamente alla destra di Dio. Attraverso lo Spirito Santo continua ad essere attivamente presente nei cuori e nella vita dei credenti, e nell'universo.
Né i discepoli devono aspettare passivamente la venuta finale. Attendiamo nella paziente ministero di rendere presente Cristo in ogni pensiero, parola e azione, e in ogni momento della storia.
Il Vangelo si chiude con una nota di incerta certezza: Cristo verrà, ma non sappiamo quando.
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Siamo consapevoli che Cristo è presente non solo nel Santissimo Sacramento ma anche nelle Scritture e nei nostri cuori. Anche quando siamo soli continuiamo a far parte del Corpo di Cristo.
Nella stanza che avete deciso di utilizzare per questa preghiera potreste prendere con voi una candela accesa, un crocifisso ed una Bibbia. Questi simboli ci aiutano a ricordarci della sacralità dei nostri momenti di preghiera e possono aiutarci a sentirci uniti con le nostre comunità locali.
Il seguente testo è strutturato in modo che ci sia una guida e il resto di coloro che pregano, ma le parti della guida possono essere ripartite tra i presenti.
Memoria di Santa Elisabetta della Santissima Trinità
Oggi celebriamo la memoria di Santa Elisabetta della Trinità (al secolo Elisabetta Catez).
Elisabetta Catez nacque il 18 luglio 1880 nel Campo d'Avor presso Bourges (Francia), e fu battezzata quattro giorni dopo.
Il 2 agosto 1901 entrava nel Carmelo di Digione dove l'8 dicembre 1901 vestì l'abito religioso. I cinque anni della sua vita religiosa furono una continua ascesa verso Dio ed il Signore purificò la sua anima con sofferenze spirituali, e con sofferenze corporali attraverso il terribile morbo di Addison che la portò alla morte. Morì il 9 novembre 1906 all'età di ventisei anni, al Carmelo di Digione, in Francia.
Il 16 ottobre 2016, Papa Francesco l'ha dichiarato santa.
Preghiera alla Trinità, da S. Elisabetta della Trinità
Mio Dio, Trinità che adoro,
aiutatemi a dimenticarmi interamente,
per fissarmi in voi, immobile e quieta come se la mia anima fosse già nell’eternità;
che nulla possa turbare la mia pace o farmi uscire da voi, mio immutabile Bene,
ma che ogni istante mi porti più addentro nella profondità del vostro mistero.
Pacificate la mia anima,
fatene il vostro cielo, la vostra dimora preferita e il luogo del riposo;
che io non vi lasci mai solo, ma sia là tutta quanta, tutta desta nella mia fede,
tutta in adorazione, tutta abbandonata alla vostra azione creatrice.
O mio amato Cristo, crocifisso per amore,
vorrei essere una sposa del vostro Cuore;
vorrei coprirvi di gloria e vi chiedo di rivestirmi di Voi stesso,
di immedesimare la mia anima con tutti i movimenti della vostra Anima,
di sommergermi, d’invadermi, di sostituirvi a me,
affinché la mia vita non sia che un’irradiazione della vostra vita.
Venite nella mia anima come Adoratore, come Riparatore e come Salvatore.
O Verbo Eterno, Parola del mio Dio, voglio passare la mia vita ad ascoltarvi;
voglio farmi tutta docilità per imparare tutto da voi.
Poi, attraverso tutte le notti, tutti i vuoti, tutte le impotenze,
voglio fissare sempre Voi e restare sotto la vostra grande luce.
O mio Astro amato,
incantatemi, perché non possa più uscire dallo splendore dei vostri raggi.
O Fuoco consumatore, Spirito d’amore,
scendete sopra di me,
affinché si faccia della mia anima come un’incarnazione del Verbo,
ed io sia per Lui un’aggiunta d’umanità nella quale Egli rinnovi tutto il suo mistero.
E Voi, o Padre,
chinatevi sulla vostra piccola creatura,
copritela con la vostra ombra, e non guardate in lei che il Diletto
nel quale avete riposto tutte le vostre compiacenze.
O miei TRE, mio Tutto,
mia Beatitudine, Solitudine infinita, Immensità in cui mi perdo,
mi consegno a Voi come una preda.
Seppellitevi in me, perché io mi seppellisca in Voi,
in attesa di venite a contemplare, nella vostra luce,
l’abisso delle vostre grandezze.
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Memoria di San Nuno Álvares Pereira
Il 6 novembre celebriamo la memoria di San Nuno Álvares Pereira.
Quella che sarebbe diventata la Provincia Carmelitana del Portogallo, che venne menzionata per la prima volta nel capitolo generale del 1425, deve la sua esistenza a San Nuno Álvares Pereira, eroe nazionale del Portogallo. Egli costruì una casa a Lisbona per i carmelitani e più tardi entrò nell'Ordine come oblato (frate donato, una sorta di fratello laico), risiedendo in quella casa fino alla sua morte.
Anche se voleva vivere in semplicità, questo non fu sempre possibile. Anche gli ex soldati sotto il suo comando entrarono nell'Ordine e trovarono difficile rivolgersi al loro ex conestabile come ad un altro carmelitano qualsiasi. Poiché apparteneva alla famiglia reale del Portogallo, il re gli proibì come innapropiata la sua abitudine di andare in giro per la città nel suo abito carmelitano distribuendo denaro ai poveri.
Mentre il monastero, costruito da lui, ora serve come sede della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) del Portogallo, ci sono molti ricordi di Nuno al suo interno, compresa la sua presunta cella. La chiesa, anch'essa un dono di Nuno all'Ordine, fu in gran parte distrutta nel terremoto del 1755. Gli autori antichi lodano ampiamente questa struttura. Era composta da tre navate e un transetto, le navate divise da cinque archi gotici. Il santuario era il più ricco della corte, il suo retablo (pala d'altare o ancona) fu commissionato da un illustre studioso di scritture. La tribuna era fiancheggiata da statue a grandezza naturale di Elia ed Eliseo, la prima portava la spada di Nuno stesso. Anche la statua di Nostra Signora del Monte Carmelo fu fornita dal Connestabile e gli abiti per la statua dal re Giovanni V.
Il suo epitaffio recita:
"Qui giace quel famoso Nuno, il Connestabile, fondatore della Casa di Bragança, eccellente generale, monaco benedetto, che durante la sua vita sulla terra desiderò così ardentemente il Regno dei Cieli che dopo la sua morte, meritò l'eterna compagnia dei Santi. I suoi onori mondani erano innumerevoli, ma egli vi voltò le spalle. Era un grande principe, ma si fece umile monaco. Ha fondato, costruito e donato questa chiesa in cui riposa il suo corpo".
Il 26 aprile 2009, Papa Benedetto XVI, dopo aver riconosciuto la guarigione miracolosa di una donna cieca per intercessione di Nuno, lo ha dichiarato santo, 578 anni dopo la sua morte, accaduta nello stesso anno in cui fu condannata al rogo e arsa viva santa Giovanna d'Arco.
La casa carmelitana di Fatima, in Portogallo, che ospita i pellegrini nel luogo delle apparizioni mariane, è intitolata in onore di Nuno, il più grande eroe militare del Portogallo e uno dei figli più devoti dell'Ordine.
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Memoria della Beata Francesca d'Amboise
Il 5 novembre celebriamo la memoria della Beata Francesca d'Amboise.
Francesca d'Amboise, duchessa di Bretagna, era amica del priore generale dei Carmelitani, Giovanni Soreth. È una di quelle amicizie profonde e sincere tra santi. Lei introdusse molte monache carmelitane nelle sue fondazioni e alla fine entrò in uno dei monasteri che lei stessa aveva fondato.
Gran parte di ciò che sappiamo di lei proviene da una biografia inedita scritta da Juan de Montay. Inoltre, alcuni dei discorsi che fece alle suore sono conservati sotto forma di appunti presi da una di loro. In essi insiste sull'obbedienza, il silenzio e la carità, soprattutto nel parlare. In alcuni delle sue esortazioni alle suore traspare una pazienza gentile e spiritosa nel correggere i difetti sempre ricorrenti. Nel 1621, Christopher LeRoy, un provinciale carmelitano, scrisse Les Saintes Ardeurs de la Mère Françoise d'Amboise, la prima biografia pubblicata della Beata Francesca, con una serie di meditazioni.
Il successore di suo marito come duca di Bretagna attestò che Francesca "si è sempre preoccupata del bene pubblico e della conservazione dell'unità del nostro paese e del nostro ducato". Suo marito, sul letto di morte, ha testimoniato i "buoni e premurosi servizi di grande obbedienza e umiltà che Francesca ci ha mostrato sia in malattia che in salute".
Nonostante il suo titolo di duchessa, ha sempre insistito per essere trattata come qualsiasi altra suora. Più tardi, come priora, insegnò: "Siamo tutte sorelle che portano lo stesso abito e fanno la stessa professione. La Regola non è più lunga per uno che per l'altro. ... Considerare e preoccuparsi di chi è la più grande signora e proviene dalla famiglia più nobile e più ricca è la dottrina del diavolo". Sono parole forti per una donna francese del suo tempo, nel contesto dell'epoca di splendore della Borgogna.
Nel 1866, Francesca d'Amboise fu riconosciuta dalla Chiesa come beata. Paradossalmente, non c'è stato nessun altro periodo storico in cui il calendario liturgico sia stato così arricchito di nuovi beati carmelitani come in questo periodo in cui l'Ordine era sull'orlo dell'estinzione.
Preghiera
O Dio, tu hai chiamato la beata Francesca d'Amboise
a cercare con tutte le forze il regno dei cieli
nel servizio a te e alla tua beatissima Madre.
Concedi anche a noi,
che confidiamo nella sua intercessione,
di progredire serenamente
nel cammino del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
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Guarda qui il video Carmelite Saints - Blessed Frances d'Amboise (in inglese), realizzato dalla Provincia Irlandese
Celebrando In Casa - 32 Domenica del Tempo Ordinario
La via del servizio generoso
Le letture di questa domenica dovrebbero suscitare e plasmare una nostra risposta a chi è nel bisogno. Sono due vedove che ci indicano la via per vivere secondo la mente e il cuore di Dio.
La prima lettura racconta della generosità di una povera vedova verso il profeta Elia. Anche se aveva l'ultima porzione di cibo, che stava conservando per suo figlio e per se stessa, era pronta a condividerla con Elia. È stata ricompensata con una fornitura infinita di farina e olio.
La stessa generosità viene mostrata dalla vedova (ma non dagli scribi) nel Vangelo. La sua dedizione e la sua generosità in mezzo alla sua povertà sono state un vero sacrificio. La vedova è in contrapposizione con i ricchi scribi che sfilano in lunghe vesti e recitano lunghe preghiere per mostrarsi. Gesù li condanna per la loro insincerità, per il loro uso di spettacoli religiosi per esaltare il loro status e per il loro ingiusto sfruttamento delle vedove.
Gesù non vuole che i suoi discepoli imitino la vistosa religiosità degli scribi corrotti, ma piuttosto la sincerità e la generosità della vedova che ha dato ‘tutto’ così come Gesù darà ‘tutto se stesso’ sulla Croce. È un rafforzamento dei messaggi sul ‘venire per servire, non per essere serviti’ che hanno dominato la liturgia delle ultime quattro settimane.
La via di Gesù non è teatrale, ma si tratta di una dedizione sincera e della generosità nel nostro servizio a Dio e agli altri. Ricordiamo le storie contrastanti su Giacomo, Giovanni e Bartimeo nelle ultime due settimane.
Seguire Cristo non significa dare gli ‘avanzi’, ma dare tutto. Le due vedove diedero tutto quello che avevano per vivere. Gesù darà la sua vita per la nostra salvezza.
La via di Gesù è quel tipo di dedizione e generosità disinteressata che vediamo nelle persone che mettono a rischio la propria vita mentre tentano di salvare gli altri dal disastro.
I discepoli sono chiamati a dare tutto nella sequela di Gesù e nel servizio generoso agli altri.
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Siamo consapevoli che Cristo è presente non solo nel Santissimo Sacramento ma anche nelle Scritture e nei nostri cuori. Anche quando siamo soli continuiamo a far parte del Corpo di Cristo.
Nella stanza che avete deciso di utilizzare per questa preghiera potreste prendere con voi una candela accesa, un crocifisso ed una Bibbia. Questi simboli ci aiutano a ricordarci della sacralità dei nostri momenti di preghiera e possono aiutarci a sentirci uniti con le nostre comunità locali.
Il seguente testo è strutturato in modo che ci sia una guida e il resto di coloro che pregano, ma le parti della guida possono essere ripartite tra i presenti.
Incontro della Commissione di Liturgia e Preghiera
Lo scorso sabato 16 ottobre 2021, la Commissione per la Liturgia e la Preghiera dell'Ordine si è riunita per la decima volta dal Capitolo Generale del 2019. Tutti gli incontri, finora, si sono svolti via Zoom. Si spera di svolgere un primo incontro presenziale a marzo del prossimo anno, che si prevede durerà una settimana intera.
La commissione ha affrontato una serie di questioni importanti in questi ultimi due anni. La precedente Commissione per la Liturgia (2013-2019) ha lasciato due importanti documenti: "Il Rituale per il Terzo Ordine" (un documento già completato) e "Il Rituale della Professione per i Religiosi nell'Ordine", nel quale l'attuale Commissione sta lavorando per una approvazione finale nel futuro prossimo. Gran parte di questo compito ha comportato un lavoro minuzioso sulla terminologia e la traduzione.
Un tempo considerevole è stato dedicato alla discussione sulla formazione liturgica all'interno dell'Ordine. Il Priore Generale ha risposto positivamente ad una lettera della Commissione a questo proposito. I membri lavoreranno per collaborare con la Commissione per la Formazione in questo ambito. Ci sono attualmente tre studiosi che stanno facendo un lavoro post-laurea in liturgia. Si sta lavorando per un congresso liturgico pastorale nei prossimi anni, e anche per un "colloquio" entro il prossimo anno.
La Commissione ha constatato che il mandato è duplice, e riguarda sia la liturgia che la preghiera. Il calendario liturgico dovrebbe essere approvato dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti nel futuro prossimo. Sono stati analizzati il documento di Papa Francesco, Traditionis Coustodes e anche un discorso tenuto recentemente dal Prefetto della Congregazione, l'Arcivescovo Arthur Roche a Sant'Anselmo. Tra gli altri argomenti trattati, la dignità dei libri liturgici, i santuari e i pellegrinaggi, la consegna dell'abito nella formazione iniziale (CON 162).
I membri della Commissione sono: Richard Byrne, O. Carm (Curia), John Keating, O. Carm. (Hib), Robert Manik, O. Carm. (Indo), Sr. Nerina de Simone, CMSTBG, Désiré Unen Alimange, O. Carm. (Ita/Congo), Alexander Vella, O. Carm. (CISA/ Mel). La prossima riunione avrà luogo il 6 novembre 2021.
Recensione del libro: Cammina con Noi
Quest'opera di 176 pagine raccoglie alcune delle presentazioni tenute al Corso Internazionale per Formatori e Promotori Vocazionali dell'Ordine del 2016 a Batu, Malang, Indonesia. Quindi si potrebbe ritenere che sia destinata soltanto a coloro che sono coinvolti nei programmi di formazione carmelitana. E non sarebbe del tutto sbagliato.
Il titolo però, con il suo sottotitolo Crescendo nella Dimensione Contemplativa della Vita, indicherebbe che si tratta di qualcosa di molto più ampio dei temi dei programmi di formazione carmelitana. E questa sarebbe l’interpretazione più esatta. Infatti, si potrebbe scegliere il libro per la sua apparente attenzione a come sviluppare il proprio lato contemplativo e non si rimarrebe affatto deluso.
Questo libro ha quattro possibili destinatari: i formatori, ma non necessariamente dei programmi carmelitani; coloro che sono interessati alla Bibbia come fonte di contemplazione e in particolare alla storia carmelitana della contemplazione; alcuni aspetti psicologici dello sviluppo umano e la pastorale vocazionale. Il libro affronta questi ed altri argomenti che possono essere di interesse per ognuno di loro.
Il programma della conferenza prevedeva che le letture si svolgessero al mattino e le pratiche di preghiera contemplativa il pomeriggio: un'integrazione ragionata di teoria e pratica.
Nel primo capitolo, “La Bibbia come fonte di contemplazione”, come afferma il suo autore, il carmelitano Berthold Pareira, si tratta "non sulla contemplazione nella Bibbia, ma sulla Bibbia come fonte di contemplazione". P. Pareira conduce il lettore attraverso una miriade di esempi per esporre questo argomento. La nota più apprezzabile è che si tratta di una guida pratica alla liturgia, ai salmi, al Cantico dei Cantici e alla contemplazione.
Il secondo capitolo è una rassegna storica sulla contemplazione nella storia carmelitana dal carmelitano tedesco Michael Plattig. Ma non pensate che questo sia soltanto un'altra lezione di storia. Chi ha avuto il piacere di ascoltare Plattig dal vivo sa che la sua parola scritta è altrettanto coinvolgente. Il materiale che presenta fa riflettere anche coloro che hanno già sentito conferenze sulla lunga storia dell'Ordine nella pratica della contemplazione.
Altri capitoli del libro si dedicano a due interventi di Quinn Conners, O. Carm.: “Capacità di dare amore e donare se stessi" e "Capaci di offrire un’attenzione e una gestione responsabile ‘nel servizio in mezzo al popolo’”; e altri due al carmelitano spagnolo Desiderio García Martínez: "Con altri occhi: accompagnare i formandi in una comunità multiculturale che cresce nella contemplazione" e "Venite, costruiamoci una città (Gn 11,4): accompagnare i formandi nell’era tecnologica crescendo nella contemplazione".
Il libro si conclude con due capitoli sulla pastorale vocazionale. Uno è di Daryl Moresco su “I fodamenti teologici della promozione vocazionale e la sua ttuazione nella provincia del Purissimo Cuore di Maria”. L'altro è di Irvin Mangmang su “Affrontare la sfida della pastorale vocazionale nel XXI secolo: l’esperienza nell Filippine”.
Il libro è pubblicato da Edizioni Carmelitane, e ha un prezzo di 10 euro.
Per accedere a questa e a molte altre pubblicazioni di Edizioni Carmelitane, visitare: https://carmelitani.com/
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Lectio Divina Novembre 2021
O Signore, cercare la tua Parola, che ci è venuta incontro in Cristo, è tutto il senso della nostra vita. Rendici capace di accogliere la novità del vangelo delle Beatitudini, così la mia vita può cambiare. Di te, Signore, non potrei sapere nulla, se non ci fosse la luce delle parole del tuo Figlio Gesù, venuto per ‘raccontarci’ le tue meraviglie. Quando sono debole, appoggiandomi a Lui, Verbo di Dio, divento forte. Quando mi comporto da stolto, la sapienza del suo vangelo mi restituisce il gusto di Dio, la soavità del suo amore. E mi guida per i sentieri della vita. Quando appare in me qualche deformità, riflettendomi nella sua Parola l’immagine della mia personalità diventa bella. Quando la solitudine tenta di inaridirmi, unendomi a lui nel matrimonio spirituale la mia vita diventa feconda. E quando mi scopro in qualche tristezza o infelicità, il pensiero di Lui, quale unico mio bene, mi schiude il sentiero della gioia. Un testo che riassume in modo forte il desiderio della santità, quale ricerca intensa di Dio e ascolto dei fratelli è quello di Teresa di Gesù Bambino: «Se tu sei niente, non dimenticare che Gesù è tutto. Devi dunque perdere il tuo piccolo nulla nel suo infinito tutto e non pensare più che a questo tutto unicamente amabile...» (Lettere, 87, a Maria Guérin).




















